La nostra storia

La storia del nostro negozio è saldamente intrecciata con quella della nostra famiglia e di Torino. Tutto inizia nel 1906, quando Francesco Drovetti e Giuseppe Bollero aprono, in via Saluzzo, un emporio di “chiodi, viti e bulloni”. 

La I Guerra Mondiale costringe però i due uomini ad abbandonare la loro bottega, fino al 1919 quando Francesco, con l’aiuto del fratello Benedetto (Zio Mentin), riprende in mano l'attività spostandosi in Via Po 38, nei locali che oggi ospitano la Banca di Roma. Sono gli anni della ricostruzione e il successo è assicurato: il negozio, molto più grande del precedente, è il paradiso degli artigiani, che nei suoi magazzini trovano viti, bulloni, attrezzi ed utensili di ogni genere. Le sue vetrine traboccano di oggetti: casalinghi, collanti ed addirittura “scaldini” per le mani e pattini da ghiaccio. I due fratelli si dividono i compiti: Mentin, con l’aiuto di Matilde Incerti si occupa della contabilità e Francesco della vendita. Dieci dipendenti si avvicendano nei locali di via Po e i rappresentanti Mario Dorma e Carlo Bollero fanno conoscere i prodotti ai falegnami e agli artigiani di tutta la provincia di Torino. 

Nel 1932 nostro nonno Luigi, fresco di diploma da “computista commerciale” decide di entrare a far parte della società a cui si dedica con passione e abilità fino al 10 giugno 1940 quando, richiamato alle armi, deve presentarsi all’ autocentro militare di corso Vittorio Emanuele: è scoppiata la II guerra mondiale.

Il 18 novembre 1942, una bomba centra in pieno il negozio di via Po. Una parte dei prodotti viene spostata in via Delle Rosine ed l'altra ad Oglianico. In quel paese sia Francesco che Benedetto hanno infatti una casa e così quella notte tutta la famiglia parte a piedi insieme alle merci salvate per cercare rifugio nella casa di campagna.  

Il 13 luglio 1943 Torino subisce il peggior bombardamento di tutto il conflitto, con il lancio di bombe incendiarie. Il magazzino di via delle Rosine viene colpito: tutti gli oggetti sono in metallo e il calore fonde ogni cosa rendendola irrecuperabile. Durante l’estate Luigi viene chiamato per la campagna di Russia ma fortunatamente riesce a farsi riformare e a raggiungere la famiglia ad Oglianico dove inizia a commerciare anche con la Plodari M.P di Magenta (MI).

La merce veniva spostata su carretti e con la “canavesana” il treno che unisce il canavese a Torino. Durante quegli spostamenti in treno Luigi conosce Irma Correggia che diventerà sua moglie il 4 gennaio 1948. Finta la guerra, nel 1946 finalmente l’azienda può tornare a Torino. La sede adesso è in via Principe Amedeo e la produzione si concentra sui chiodi, usati nelle impalcature con le quali si stava ricostruendo la città.

La Drovetti f.lli cresce e si sposta in via S. Massimo: questo è il negozio che noi ricordiamo, quello nel quale si passava a trovare mamma e papà quando eravamo bambini, con il suo budello sconfinato di magazzini, stipati di oggetti fino al soffitto. La cura del servizio e la qualità dei materiali fanno la differenza e permettono a nostro padre di collaborare con i migliori architetti torinesi. Anche Luigi e Laura iniziano a dedicarsi all’attività di famiglia. Come “bocia” naturalmente.

Qualche anno più tardi la Fondazione Accorsi, che ci affitta i locali, decide di avviare una ristrutturazione integrale dello stabile, così bisogna nuovamente trovare una sistemazione. Il trasloco vero e proprio è durato oltre 7 mesi: centinaia di tonnellate di merce, vengono trasferite nella nuova sede, in via Maria Vittoria angolo via S. Massimo, nei nuovi scaffali costruiti su misura. 

Negli anni sono seguiti ancora due ampliamenti: ci piace rinnovarci e migliorarci costantemente. 

Saremo mai pienamente soddisfatti? Noi speriamo di no!